domenica 15 febbraio 2015

Sanremo 2015: Insalata mista di vestiti

Quest'anno Sanremo è stato il trionfo della normalità. Niente da ridire. Un Sanremo pieno di colpi di scena ed eccessivo avrebbe fatto a pugni con l'Italia di oggi. La normalità spesso viene sottovalutata e ogni tanto ci sta bene. L'unica nota stonata, anzi stonatissima sono stati i costumisti o "fashion stylist" (ma de chè!!!), li avrei licenziati in tronco. Hanno avuto un anno per prepararsi all'evento e devo dire che si sono impegnati, a fare delle figuracce. Io non uscirei mai di casa con nessuno degli abiti sfoggiati sia dalle "vallette" sia dai cantanti...vediamo:

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Non hanno saputo valorizzare le fisicità delle 3 ragazze, Emma e Arisa erano troppo goffe, sembravano dei pandoro addobbati a festa. Ma nemmeno Rocio, che sulla carta era quella da calendario, non si è contraddistinta. 

Per non parlare dei cantanti...
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Non ci siamo per niente!
Speriamo, come sempre, che il prossimo anno ci faccia sognare a occhi aperti!

Giulia S.

Sanremo 2015: Il Volo - Grande amore-





Buongiorno Italia,

auguro a tutti una buona domenica e un risveglio accompagnato dalle note dei vincitori di Sanremo 2015. Finalmente potranno godere del loro successo anche in Italia. Perché si sa, il made in Italy non ha rivali. Ci voleva un po' di leggerezza unita al romanticismo del passato.

In bocca al lupo a questi 3 giovincelli.

In bocca al lupo a tutti voi.

Giulia S.

domenica 8 febbraio 2015

Non so quale università scegliere.

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Come si fa a scegliere l’università giusta? Beh, non è semplice. Bisognerebbe avere le idee chiare. Purtroppo però anche quando si è certi della scelta da prendere si hanno a disposizione più possibilità e di conseguenza è facile andare in confusione. Queste, secondo me, sono le domande fondamentali sulle quali riflettere:

-Sono sicuro di voler iscrivermi all'università?
-Quali sono le materie che mi interessano di più?
-Che lavoro vorrei fare in futuro?
-Ho scelto un percorso adatto alle figure professionali ricercate dal mercato attuale?

Le risposte a queste domande potrebbero essere contrastanti e quindi sta a noi scegliere a cosa dare la priorità, oppure potremmo trovare la solita via di mezzo.

La prima domanda è quella fondamentale. L’università non è la soluzione più comoda per evitare di lavorare e farsi mantenere a vita dai genitori. La società non ha bisogno solo di medici e avvocati, ma anche di sarti, tecnici, artigiani, cuochi, bidelle, spazzini, ecc. Dobbiamo essere convinti che sia la scelta utile per noi stessi. Non perdiamo tempo.

Scegliere il percorso di studi solo in base al nostro gusto personale potrebbe non rivelarsi la scelta giusta, soprattutto in questo periodo di crisi in cui la percentuale di giovani disoccupati è in continuo aumento.

Se si ha in mente un lavoro ben preciso e quindi un obiettivo da raggiungere bisogna essere bravi a scegliere l’indirizzo giusto e non perdersi in percorsi troppo teorici o al contrario troppo tecnici. Vi faccio un esempio, ho sempre voluto studiare lingue, ho frequentato il liceo linguistico e poi mi sono chiesta cosa avrei voluto fare di preciso? Sicuramente non mi sarebbe piaciuto perdermi in un percorso troppo teorico e fatto di storia e letteratura, non perché disprezzi queste materie, ma perché avrei voluto fare qualcosa di più concreto. Quindi ho scelto l’università per Interpreti e Traduttori, tecnica, specialistica e basata solo sui laboratori di lingua. Non me ne pento. Mi pento invece di essere caduta nella “trappola” della specialistica forzata, perché a detta di tutti 3 anni sono pochi, c’è bisogno di una specialistica per completare il percorso di studi. No, non è vero. Ho scelto Lingue e Letterature Straniere che avevo volutamente evitato per la triennale solo per ampliare il raggio di scelta per una posizione futura. Ma non fa per me. Come pensavo mi ritrovo a studiare letteratura (periodi letterari scelti a caso), storia e a scrivere tesine e fare parziali interminabili che non mi lasciano assolutamente niente di utile. Magari poi vi parlo di entrambe le università in un post diverso.

Il mercato ha bisogno di me? Sarebbe un inferno scegliere l’università solo per assecondare le richieste di mercato. Però i nostri sforzi risulterebbero inutili se il mercato non dovesse aver bisogno di noi.

Quindi a questo punto entra in gioco la via di mezzo, una scelta che ci permetta di soddisfare più possibilità. Non fossilizziamoci su una sola posizione, ma cerchiamo di unire il piacere personale a un percorso che ci permetta di essere flessibili. Non è semplice, lo so bene. Ma bisogna provarci. E se proprio si è indecisi ci si prende una pausa prima di scegliere.

Giulia S.

lunedì 2 febbraio 2015

Parenthood 6 -May God Bless and Keep You Always- (Il finale)



Vi scrivo mentre mi scende una lacrima (ho pianto dal primo all’ultimo minuto) ricordando la scena di Zeek che chiede a Sarah se è stato un buon padre. Che dire di questa stagione? È finita troppo in fretta. Lo so, sono noiosa, ma alla fine di ogni episodio aspettavo con ansia quello successivo. Il capitolo della famiglia Braverman si conclude lasciandoci intravedere degli attimi di vita futura, le famiglie si allargano e gli anziani lasciano spazio alle nuove generazioni.


Per non tediarvi ulteriormente, vi lascio con i commenti che ho pronunciato tra me e me (ebbene si, parlo da sola) durante l’ultimo episodio.

Prima di iniziare ci tengo a specificare che faccio parte del Team Joelia, si sono rimessi insieme quindi tutto il resto non conta. (Sono seria, non ridete!)
Max è uno dei miei personaggi preferiti, perché non capisce le battute!
Sarah, sono inguardabili quei guanti lunghi sul vestito da sposa!
Grande Adam che lascia il lavoro da manager per uno che gli riempie il cuore di gioia.
Vorrei lavorare nella scuola di Kristina, originale.
Il Luncheonette non muore! Che strazio sarebbe stato vedere Crosby senza il suo giocattolo.
Amber torna a vivere dai nonni, si ripete la storia di Sarah. Della serie che idea romantica o nella vita i figli commettono gli errori dei genitori? Chi lo sa.
Max trova la ragazza, si divertirà sicuramente.
2 nuovi piccoli Braverman e 1 in arrivo…no aspetta vedo un’altra bambina…ok smetto di contare... Gli anni passano e la gente si riproduce!
Ho pianto più io per la morte di Zeek che il resto della banda! Ok, sarebbe l’ideale concepire la perdita di un nonno in questo modo, ma non è umanamente possibile.
Ma dai?!? Amber ha come fidanzato/marito l’attore di Hart of Dixie George Tucker (Scott Porter).


Frase più bella di tutta la stagione
, ovviamente quella tra Joel e Julia:

"I don't want to live another day without you, Julia, not another second. So I'm fighting for you and I'm fighting for our marriage". (In fondo, ma molto in fondo, so' romantica!)

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(MIO MARITO!) nbc.com


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Well guys…May you stay forever young!
Giulia S.

venerdì 30 gennaio 2015

I'm all about the leather!

Qualche giorno fa ho pubblicato una foto del mio ultimo acquisto su instagram con questo titolo. Non sono mai stata una dai gusti trasgressivi, ma trovo che la pelle, se ben abbinata con altri materiali, fa la sua bella figura. La cosa fondamentale è stare alla larga dai look pelle su pelle, come sempre non bisogna esagerare. Ultimamente ho notato di essere attratta dai capi con dei particolari in pelle o magari metà in pelle e metà in altri tessuti.
Vi mostro alcuni capi che abbino ogni volta in modo diverso, così per non stancarmi e indossare sempre le solite cose.

Benetton



Tezenis

Philippe Matignon


Bata

Fabbri Boutique
Voi cosa ne pensate? Qual è il tessuto che vi piace indossare di più?
Giulia S.

sabato 24 gennaio 2015

Youtuber Italiane vs Youtuber Straniere -Make Up and Beauty Edition-

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Per me Youtube ha sostituito la televisione. In tv c’è poca offerta. Youtube invece è più democratico, sta a noi scegliere come, quando e cosa vedere. I miei argomenti preferiti per dare sfogo al mio lato frivolo sono beauty/makeup/fashion. Non compro più nulla senza aver prima visto un video ed essere certa di non beccarmi la fregatura dell’anno. E non sono pochi i casi in cui mi lascio convincere da brava capretta che non potrei mai vivere senza quella determinata spazzola per capelli che scioglie i nodi con gli ultrasuoni o un correttore magico cancella occhiaie. Questa è la vera pubblicità e le aziende dovrebbero puntare molto di più su questo settore piuttosto che pagare milioni di euro per pubblicità photoshoppate.
Ma non tutti i youtuber sono uguali e sono pochi quelli affidabili. Dando un’occhiata alle mie iscrizioni ho fatto una specie di divisione tra youtuber nostrani e stranieri. E ovviamente vince ancora una volta il made in Italy.

Donzelle italiane:
Sono affidabili, realistiche, sincere, non ti vendono il prodotto ma esprimono la loro opinione. Meno scenografia, più sostanza.

Donzelle straniere:
Tanya Burr; Ingrid Nilsen; Michelle Phan; Bethany Mota; Niomi Smart; Tess Christine; Gabriella; Fleur DeForce.
Effetti speciali, scenografie fantastiche, qualità audio e immagini migliori (non per tutte ovviamente), grandi sponsor alle spalle, incentivano le vendite senza bocciare mai nessun prodotto. Della serie se devo guardarmi la pubblicità accendo la tv!

Ovviamente mi diverto e mi fa piacere guardare i video in entrambi i casi per puro intrattenimento. Ma se cerco una recensione sincera e veritiera, mi fido solo delle ragazze italiane.
Cosa ne pensate? Condividete la mia opinione? Spero solo che in futuro youtube Italia non diventi una vetrina di personaggi pagati per recitare dei copioni, per questo c’è già la tv.
Quindi anche in questo caso sosteniamo il MADE IN ITALY!


Giulia S.

Pelle secca d'inverno? No, grazie.

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Nel periodo dell'adolescenza, si sa, il viso vive dei momenti tragici dovuti a squilibri ormonali e alimentazione scorretta e quindi si lucida, si ricopre di imperfezioni e non si sa quali prodotti usare. Crescendo, la pelle del viso si rigenera in positivo o in negativo per poi assumere un’identità quasi stabile: grassa, secca o mista. Bene, la mia è mista. Gli ultimi inverni li ho passati con contorno occhi, fronte e parte delle guance secchissimi, perché evitavo di usare prodotti troppo grassi. Ovviamente non è stata tutta colpa del freddo, ma dei prodotti sbagliati che ho usato. Quest’anno ho deciso di ascoltare la mia pelle e cambiare routine. Sono bastati dei piccoli accorgimenti per migliorare la mia situazione.
  •          Bevo tanta ACQUA. Bisogna idratare la pelle dall'interno.
  •           Uso un detergente viso leggero, non aggressivo e molto idratante (evito il sapone che secca la pelle). Io uso Lavera Basis Sensitiv - Gel Lavante.
  •           Applico la crema viso giorno e notte. (D’estate mi basta un’applicazione).
  •          Faccio lo scrub viso con miele e zucchero lasciandolo per un po’ sul viso per lasciare agire il miele.
  •          Ho aggiunto una maschera idratane alle mie maschere purificanti. Io uso So' Bio Étic - Maschera viso nutriente - Plaisirs d'Argan.


Per ora mi sto trovando molto bene, magari per i mesi più caldi dovrò sostituire qualche prodotto. Spesso è la pigrizia che ci impedisce di ascoltare i messaggi che il nostro corpo ci invia.

Giulia S.