domenica 15 febbraio 2015
Sanremo 2015: Il Volo - Grande amore-
Buongiorno Italia,
auguro a tutti una buona domenica e un risveglio accompagnato dalle note dei vincitori di Sanremo 2015. Finalmente potranno godere del loro successo anche in Italia. Perché si sa, il made in Italy non ha rivali. Ci voleva un po' di leggerezza unita al romanticismo del passato.
In bocca al lupo a questi 3 giovincelli.
In bocca al lupo a tutti voi.
Giulia S.
domenica 8 febbraio 2015
Non so quale università scegliere.
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Come si fa a scegliere
l’università giusta? Beh, non è semplice. Bisognerebbe avere le idee chiare. Purtroppo
però anche quando si è certi della scelta da prendere si hanno a disposizione
più possibilità e di conseguenza è facile andare in confusione. Queste, secondo
me, sono le domande fondamentali sulle quali riflettere:
-Sono sicuro di voler
iscrivermi all'università?
-Quali sono le materie che mi
interessano di più?
-Che lavoro vorrei fare in
futuro?
-Ho scelto un percorso adatto
alle figure professionali ricercate dal mercato attuale?
Le risposte a queste domande
potrebbero essere contrastanti e quindi sta a noi scegliere a cosa dare la
priorità, oppure potremmo trovare la solita via di mezzo.
La prima domanda è quella
fondamentale. L’università non è la soluzione più comoda per evitare di
lavorare e farsi mantenere a vita dai genitori. La società non ha bisogno solo
di medici e avvocati, ma anche di sarti, tecnici, artigiani, cuochi, bidelle,
spazzini, ecc. Dobbiamo essere convinti che sia la scelta utile per noi stessi.
Non perdiamo tempo.
Scegliere il percorso di
studi solo in base al nostro gusto personale potrebbe non rivelarsi la scelta
giusta, soprattutto in questo periodo di crisi in cui la percentuale di giovani
disoccupati è in continuo aumento.
Se si ha in mente un lavoro
ben preciso e quindi un obiettivo da raggiungere bisogna essere bravi a
scegliere l’indirizzo giusto e non perdersi in percorsi troppo teorici o al
contrario troppo tecnici. Vi faccio un esempio, ho sempre voluto studiare
lingue, ho frequentato il liceo linguistico e poi mi sono chiesta cosa avrei voluto
fare di preciso? Sicuramente non mi sarebbe piaciuto perdermi in un percorso
troppo teorico e fatto di storia e letteratura, non perché disprezzi queste
materie, ma perché avrei voluto fare qualcosa di più concreto. Quindi ho scelto
l’università per Interpreti e Traduttori, tecnica, specialistica e basata solo sui
laboratori di lingua. Non me ne pento. Mi pento invece di essere caduta nella
“trappola” della specialistica forzata, perché a detta di tutti 3 anni sono
pochi, c’è bisogno di una specialistica per completare il percorso di studi.
No, non è vero. Ho scelto Lingue e Letterature Straniere che avevo volutamente
evitato per la triennale solo per ampliare il raggio di scelta per una
posizione futura. Ma non fa per me. Come pensavo mi ritrovo a studiare
letteratura (periodi letterari scelti a caso), storia e a scrivere tesine e fare
parziali interminabili che non mi lasciano assolutamente niente di utile. Magari
poi vi parlo di entrambe le università in un post diverso.
Il mercato ha bisogno di me?
Sarebbe un inferno scegliere l’università solo per assecondare le richieste di
mercato. Però i nostri sforzi risulterebbero inutili se il mercato non dovesse aver bisogno di noi.
Quindi a questo punto entra
in gioco la via di mezzo, una scelta che ci permetta di soddisfare più
possibilità. Non fossilizziamoci su una sola posizione, ma cerchiamo di unire
il piacere personale a un percorso che ci permetta di essere flessibili. Non è
semplice, lo so bene. Ma bisogna provarci. E se proprio si è indecisi ci si
prende una pausa prima di scegliere.
Giulia S.
lunedì 2 febbraio 2015
Parenthood 6 -May God Bless and Keep You Always- (Il finale)
Vi scrivo mentre mi scende
una lacrima (ho pianto dal primo all’ultimo minuto) ricordando la scena di Zeek
che chiede a Sarah se è stato un buon padre. Che dire di questa stagione? È
finita troppo in fretta. Lo so, sono noiosa, ma alla fine di ogni episodio
aspettavo con ansia quello successivo. Il capitolo della famiglia Braverman si
conclude lasciandoci intravedere degli attimi di vita futura, le famiglie si
allargano e gli anziani lasciano spazio alle nuove generazioni.
Per non tediarvi
ulteriormente, vi lascio con i commenti che ho pronunciato tra me e me (ebbene
si, parlo da sola) durante l’ultimo episodio.
Prima di iniziare ci tengo a
specificare che faccio parte del Team Joelia, si sono rimessi insieme quindi
tutto il resto non conta. (Sono seria, non ridete!)
Max è uno dei miei personaggi
preferiti, perché non capisce le battute!
Sarah, sono inguardabili quei
guanti lunghi sul vestito da sposa!
Grande Adam che lascia il
lavoro da manager per uno che gli riempie il cuore di gioia.
Vorrei lavorare nella scuola
di Kristina, originale.
Il Luncheonette non muore!
Che strazio sarebbe stato vedere Crosby senza il suo giocattolo.
Amber torna a vivere dai
nonni, si ripete la storia di Sarah. Della serie che idea romantica o nella
vita i figli commettono gli errori dei genitori? Chi lo sa.
Max trova la ragazza, si
divertirà sicuramente.
2 nuovi piccoli Braverman e 1
in arrivo…no aspetta vedo un’altra bambina…ok smetto di contare... Gli anni
passano e la gente si riproduce!
Ho pianto più io per la morte
di Zeek che il resto della banda! Ok, sarebbe l’ideale concepire la perdita di un
nonno in questo modo, ma non è umanamente possibile.
Ma dai?!? Amber ha come
fidanzato/marito l’attore di Hart of Dixie George Tucker (Scott Porter).
Frase più bella di tutta la stagione, ovviamente quella tra Joel e Julia:
"I don't want to live another day without you, Julia, not another second. So I'm fighting for you and I'm fighting for our marriage". (In fondo, ma molto in fondo, so' romantica!)
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| (MIO MARITO!) nbc.com |
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Well guys…May you stay
forever young!
Giulia S.
venerdì 30 gennaio 2015
I'm all about the leather!
Qualche giorno fa ho
pubblicato una foto del mio ultimo acquisto su instagram con questo titolo. Non
sono mai stata una dai gusti trasgressivi, ma trovo che la pelle, se ben
abbinata con altri materiali, fa la sua bella figura. La cosa fondamentale è
stare alla larga dai look pelle su pelle, come sempre non bisogna esagerare. Ultimamente ho notato di essere attratta dai capi con dei particolari in pelle o magari metà
in pelle e metà in altri tessuti.
Vi mostro alcuni capi che
abbino ogni volta in modo diverso, così per non stancarmi e indossare sempre le
solite cose.
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| Benetton |
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| Tezenis |
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| Philippe Matignon |
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| Bata |
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| Fabbri Boutique |
Voi cosa ne pensate? Qual è
il tessuto che vi piace indossare di più?
Giulia
S.sabato 24 gennaio 2015
Youtuber Italiane vs Youtuber Straniere -Make Up and Beauty Edition-
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Per me Youtube ha
sostituito la televisione. In tv c’è poca offerta. Youtube invece è più
democratico, sta a noi scegliere come, quando e cosa vedere. I miei argomenti
preferiti per dare sfogo al mio lato frivolo sono beauty/makeup/fashion. Non
compro più nulla senza aver prima visto un video ed essere certa di non
beccarmi la fregatura dell’anno. E non sono pochi i casi in cui mi lascio
convincere da brava capretta che non potrei mai vivere senza quella determinata
spazzola per capelli che scioglie i nodi con gli ultrasuoni o un correttore magico
cancella occhiaie. Questa è la vera pubblicità e le aziende dovrebbero puntare
molto di più su questo settore piuttosto che pagare milioni di euro per
pubblicità photoshoppate.
Ma non tutti i youtuber sono
uguali e sono pochi quelli affidabili. Dando un’occhiata alle mie iscrizioni ho
fatto una specie di divisione tra youtuber nostrani e stranieri. E ovviamente
vince ancora una volta il made in Italy.
Donzelle italiane:
Sono affidabili, realistiche,
sincere, non ti vendono il prodotto ma esprimono la loro opinione. Meno scenografia,
più sostanza.
Donzelle straniere:
Tanya Burr; Ingrid Nilsen; Michelle
Phan; Bethany Mota; Niomi Smart; Tess Christine; Gabriella; Fleur DeForce.
Effetti speciali, scenografie
fantastiche, qualità audio e immagini migliori (non per tutte ovviamente),
grandi sponsor alle spalle, incentivano le vendite senza bocciare mai nessun
prodotto. Della serie se devo guardarmi la pubblicità accendo la tv!
Ovviamente mi diverto e mi fa
piacere guardare i video in entrambi i casi per puro intrattenimento. Ma se
cerco una recensione sincera e veritiera, mi fido solo delle ragazze italiane.
Cosa ne pensate? Condividete
la mia opinione? Spero solo che in futuro youtube Italia non diventi una
vetrina di personaggi pagati per recitare dei copioni, per questo c’è già la
tv.
Quindi anche in questo caso sosteniamo il MADE IN ITALY!
Giulia S.
Pelle secca d'inverno? No, grazie.
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Nel periodo dell'adolescenza,
si sa, il viso vive dei momenti tragici dovuti a squilibri ormonali e
alimentazione scorretta e quindi si lucida, si ricopre di imperfezioni e non si
sa quali prodotti usare. Crescendo, la pelle del viso si rigenera in positivo o
in negativo per poi assumere un’identità quasi stabile: grassa, secca o mista.
Bene, la mia è mista. Gli ultimi inverni li ho passati con contorno occhi,
fronte e parte delle guance secchissimi, perché evitavo di usare prodotti
troppo grassi. Ovviamente non è stata tutta colpa del freddo, ma dei prodotti sbagliati
che ho usato. Quest’anno ho deciso di ascoltare la mia pelle e cambiare
routine. Sono bastati dei piccoli accorgimenti per migliorare la mia situazione.
- Bevo tanta ACQUA. Bisogna idratare la pelle dall'interno.
- Uso un detergente viso leggero, non aggressivo e molto idratante (evito il sapone che secca la pelle). Io uso Lavera Basis Sensitiv - Gel Lavante.
- Applico la crema viso giorno e notte. (D’estate mi basta un’applicazione).
- Faccio lo scrub viso con miele e zucchero lasciandolo per un po’ sul viso per lasciare agire il miele.
- Ho aggiunto una maschera idratane alle mie maschere purificanti. Io uso So' Bio Étic - Maschera viso nutriente - Plaisirs d'Argan.
Per ora mi sto trovando molto
bene, magari per i mesi più caldi dovrò sostituire qualche prodotto. Spesso è
la pigrizia che ci impedisce di ascoltare i messaggi che il nostro corpo ci
invia.
Giulia S.
domenica 13 luglio 2014
Run like a girl!
Su Facebook sta girando questo video da un po'. Oggi ho deciso di fermarmi per qualche secondo a guardarlo. Mi piacciono questi video, perché in pochi minuti ci fanno riflettere su cose che sappiamo da sempre, ma alle quali non prestiamo la giusta attenzione perché siamo assuefatti da tutto ciò che ci circonda. Poi però quando ci accorgiamo che anche nelle cose più semplici, come ci mostra questo video, siamo sommersi dai pregiudizi allora ci rendiamo conto che gli stereotipi non sono qualcosa di superficiale, ma formano delle radici profondissime all'interno del nostro inconscio. Peccato che questi video siano solo delle campagne pubblicitarie e che quindi l'intento sociale venga oscurato dagli interessi economici. Però dietro ci sono delle belle idee.
Nel video vengono fatte delle semplici domande a delle bambine e a delle adolescenti o giovani donne. Devono correre, colpire e lanciare "come una donna". Se nel caso delle bambine non si nota nessuna differenza tra uomo e donna, è palese invece la differenza per le giovani donne che interpretano l'idea con un'accezione negativa. Fare le cose "come una donna" diventa un modo per ridicolizzare la figura femminile, per renderla goffa e stupida. Cosa ancor più strana però è notare che queste ragazze hanno un'opinione "negativa" delle donne in generale, ma quando si tratta di parlare di loro stesse e di applicare questi concetti sulla loro personalità allora si scopre che nessuna delle ragazze presenti è infantile, stupida, civettuola o superficiale.
Durante l'adolescenza perdiamo la sicurezza e crediamo sempre di meno in noi stesse. Attribuisco questa colpa alla società in cui viviamo. Siamo abbastanza forti da poterci liberare da questo copione che ci hanno cucito addosso. Dimostriamo che siamo fiere di essere donne.
G.
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